Cronaca
Torino: bimbo di 7 anni chiama la polizia per fermare il padre che abusa della madre
Il bimbo, primogenito maschio della famiglia, ha accompagnato la madre, egiziana, in pronto soccorso

TORINO – È una vicenda giudiziaria tutt’ora in corso che è partita con una telefonata di un bimbo di 7 anni alla polizia. Agli agenti della centrale ha riferito che il papà stava picchiando la mamma, svelando l’ultimo episodio di quelli che sono stati abusi durati dieci anni.
La donna di 30 anni si trova ora in una località segreta, sistemazione di fortuna trovata dalle avvocate Stefania Agagliate e Silvia Bregliano, per evitare possibili contatti con il marito, che a cinque mesi dalla denuncia è a piede libero. Solo nei giorni scorsi la gip Paola Odilia Meroni ha ordinato per l’indagato – accusato di maltrattamenti e lesioni aggravati – il divieto di avvicinamento ad almeno mille metri dalla donna e dai figli, il divieto di comunicazioni e il braccialetto elettronico.
Il bimbo, primogenito maschio della famiglia, ha accompagnato la madre, egiziana, in pronto soccorso. A lui è stato permesso di andare a scuola e di imparare l’italiano, mentre a lei non era permesso uscire di casa da sola, guardata a vista da suocera e cognata. Dall’altra parte il marito le faceva assistere alle prove delle relazioni che lui aveva con altre donne. Su uno degli atti giudiziari la spiegazione: “Di fatto lui esercitava una facoltà consentita dall’Islam, di sciogliere il vincolo davanti a Dio ma senza formalizzare il divorzio, anzi, minacciando lei di non farlo e costringendola a stare con lui”.
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Alessio
23 Marzo 2025 at 22:52
Non ci rendiamo conto del privilegio in cui viviamo noi occidentali e bianchi, e soprattutto maschi, mentre su di un altro pianeta a poche ore da noi, fermo a regole tribali vecchie di due millenni, le donne continuano ad essere esseri solo parzialmente umani. L’accoglienza di queste persone quando sbarcano sul nostro pianeta deve per prima cosa educarli al fatto che qui questi comportamenti sono stati superati da generazioni, e devono capire che non si integreranno mai finché non se ne renderanno conto, e che devono abbandonare i loro riti se non vogliono restare invasori e non rifugiati.