Cronaca
Poliziotto spara all’uomo che lo aggredisce con un martello nell’area di servizio Viverone Sud: l’agente è indagato
L’agente è indagato per lesioni aggravate dall’uso dell’arma.

TORINO – Sarebbe un atto dovuto l’avviso di garanzia che un agente della Polstrada si è visto recapitare in questi giorni: l’agente è indagato per lesioni aggravate dall’uso dell’arma.
I fatti risalgono al 6 febbraio scorso, quando un giovane francese di 26 anni ha aggredito con un martello due poliziotti della stradale nell’area di servizio Viverone Sud, sulla bretella autostradale Ivrea-Santhià. Uno degli agenti aveva risposto aprendo il fuoco.
Su quanto sta accadendo è intervenuto anche Stefano Paoloni, segretario generale Sap, che ha ricordato che il poliziotto a cui è giunto l’avviso di garanzia era di pattuglia, dunque sia lui che l’altro operatore non solo avevano il dovere di fermare questa persona, che dopo avere causato un sinistro stradale aveva persino tentato di rubare un’auto, ma avevano anche il diritto di difendersi e lo hanno fatto con gli strumenti a loro disposizione.
“È inaccettabile – aggiunge il segretario nelle parole riportate da Rai News – che per fare il nostro dovere siamo noi a finire sotto processo. Ora il collega sarà obbligato a difendersi di tasca propria e sino a quando il processo non sarà concluso avrà pure la carriera bloccata.
Se da una parte l’avviso di garanzia consente al collega di partecipare sin da subito a tutte le fasi del procedimento penale dall’altra è anche vero che lo debba fare personalmente, nonostante stesse svolgendo una funzione pubblica. Siamo certi che saprà dimostrare la correttezza del proprio comportamento e il nostro auspicio è che i tempi del processo penale siano rapidissimi”.
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Simone
4 Marzo 2025 at 21:04
Roba da matti.
Ardmando
5 Marzo 2025 at 8:04
E’ ridicolo e inaccettabile oltre che estremamente vergognoso che in Italia le Forze dell’Ordine che usano le armi per difendersi o per difendere il prossimo, debbano essere accusate dalla stessa legge che difendono. Occorre urgentemente una profonda riforma di queste leggi.
Pieno sostegno e rispetto alle nostre Forze dell’Ordine.
Barbara di Leo
5 Marzo 2025 at 14:02
A me lascia senza parole il fatto che non si sia espresso il benche’ minimo cordoglio dopo che si sia ucciso un uomo. Nella societa’ civile si cerca soprattutto di evitare di ammazzare la gente per strada, quando accada per fatalita’credo che un poliziotto in quanto uomo si senta sconfitto e debba esprimerlo in qualche modo. Perche’ i poliziotti non sono macchine e bisogna che glielo dicano i superiori, perche’ nessuno vuole che siano macchine. Una ragionevole e leggitima dichiarazione dopo aver ucciso un uomo e’ la seguente: Mi sento sconfitto, abbiamo fatto di tutto per evitare di ucciderlo. Lo dimostreremo nelle sedi appropriate per dovere verso i famigliari. Questi sono i poliziotti che hanno un´ anima. E noi vogliamo poliziotti con l’anima.
Barbara di Leo
8 Marzo 2025 at 14:48
Visto che e’ l’8 marzo e nel precedente commento ho detto che vogliamo poliziotti umani, volevo ricordare il caso dello “stupro di Stato” di Franca Rame il 9 marzo del 1973. Il comando dei Carabinieri della Caserma Pastrengo di Milano diede ordine a un gruppo di neofascisti di stuprare Franca Rame. Ecco questi Carabinieri che hanno persino coperto i responsabili del delitto fino a poco prima che andasse prescritto, non sono degni dello Stato italiano e neanche del genere umano. Fu un crimine commesso contro una grande artista, una donna di cultura che era impegnata nella lotta politica di quel periodo a fianco delle classi lavoratrici e delle donne lavoratrici soprattutto. E’ stato un crimine politico e di Stato per il quale non e’ stata fatta giustizia. Lei non ha vinto il NObel perche’ quel premio non era all’altezza della sua statura di artista e di donna resiliente , che ha ripreso la sua attivita’ dopo lo stupro e le sevizie di gruppo subite da un branco di 5 neofascisti e divenne anche Senatrice della Repubblica. Per Franca Rame ci vuole un monumento in ogni citta’ italiana perche’ e’ stata una delle personalita’ piu’ di spicco del teatro e della drammaturgia italiana, una donna straordinaria che ha dedicato la sua vita all’impegno politico e sociale. Vogliamo scrivere su una targa il nome degli scellerati aguzzini compresi quelli dei carabinieri che si sono vantati di avere ordinato il suo stupro perche’ anche se non sono stati condannati almeno i familiari possano conoscere con quali criminali vivessero. Vogliamo la giustizia della Memoria.