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Sgomberato il centro sociale anarchico Prinz Eugen a Torino: un’era che si chiude
La storica occupazione, durata 30 anni, termina senza resistenza; presenti le forze dell’ordine e la Digos sul luogo dell’intervento

TORINO – Questa mattina, in una operazione coordinata dalla polizia di Stato, il noto centro sociale anarchico Prinz Eugen di Torino è stato sgomberato. Situato in via Principe Eugenio, l’edificio era occupato dal 1993 e rappresentava un’importante realtà per la comunità anarchica torinese. Quando le forze dell’ordine hanno fatto il loro ingresso, tuttavia, non è stata trovata alcuna presenza all’interno dell’edificio.
L’operazione ha visto la partecipazione anche della Digos, il servizio di polizia specializzato nella prevenzione e nel contrasto ai reati politici e di terrorismo. Il Prinz Eugen è stato un simbolo di resistenza e di attività sociale per tre decenni.
Accanto all’ex Buon Pastore, ha rappresentato un crocevia di iniziative culturali, sociali e politiche, attirando nel corso degli anni numerosi attivisti e simpatizzanti. La chiusura di questo spazio segna la fine di un’epoca per molti, mentre il futuro dell’immobile rimane incerto. I residenti e i sostenitori del centro sociale si interrogano ora sulle conseguenze di questa azione e su come gli spazi di aggregazione e di attivismo saranno gestiti in futuro.
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Raffaella Tedeschi
20 Febbraio 2025 at 15:05
“Corso” Principe Eugenio.Ho vissuto lì accanto per sei anni e mi permetto di dissentire dall’espressione ‘crocevia di iniziative culturali sociali e politiche. C’era disordine, sporcizia, utenze abusive a spese del Comune. Ora che il Buon Pastore è stato restaurato questo immobile andava liberato e recuperato.
Adriano Esposito
21 Febbraio 2025 at 13:41
Ma infatti è un articolo di parte.
Innanzitutto perché questa gente può occupare edifici senza essere subito sgomberata?
Sono al di sopra delle regole?
Barbara di Leo
27 Febbraio 2025 at 20:04
Si da il caso che i centri sociali esistano come spazi di aggregazione per persone che sono marginali o non sono inquadrate dagli schemi sociali imperanti. Non c’e’ l’obbligo dell’aperitivo o di andare al ristorante tutti i santi weekend. Sono persone che si trovano a disagio nella realta’ preformata dalle esigenze commerciali. Sono anrchici, siamo in una democrazia dove si e’ liberi di aderire a un gruppo di persone che la pensa diversamente.Lottano per il diritto alla casa che sappiamo nel centro storico vale solo per le persone abbienti. Si stavano occupando dell’area boschiva del Buon Pastore che ora temono vada distrutta a causa della speculazione immobiliare. La sporcizia se c’era era dovuta al fatto che era un’area di riqualificazione quindi assolutamente abbandonata. Queste persone del centro sociale hanno portato la loro vita e il loro impegno in quel posto per sensibilizzare la cittadinanza sui problemi sociali emergenti nella citta’. Un luogo d’incontro e di scambio sociale non certo solo per ricchi, ma per persone a basso reddito. Se il problema sono le utenze, di solito si trovano degli accordi, ma dubito che siano cifre da capogiro. Se preferite i cestini della spazzatura in argento invece che le persone che chiacchierano e ridono e passano il tempo insieme, andate ad abitare in Svizzera!