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Lo Russo fa ricorso al Tar per la chiusura dei 5 uffici postali: per ora aperti fino all’8 gennaio

Per il sindaco è “lesivo di un interesse collettivo” e quindi “illegittimo sotto molteplici profili”

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Stefano Lo Russo

TORINO – Avrebbero dovuto chiudere i battenti il 16 dicembre, ma i cinque uffici postali di Torino rimarranno aperti fino all’8 gennaio per decisione del Tar del Piemonte. Poi, la decisione definitiva che darà o meno ragione al sindaco, Stefano Lo Russo, che da Novembre aveva chiesto a Poste Italiane di fare retromarcia sulla decisione.

La chiusura degli  uffici di via Nizza 88, via Francesco Guicciardini 28, via Verres 1/A, corso Casale 196 e via alla Parrocchia 3/A per il sindaco è “lesivo di un interesse collettivo” e quindi “illegittimo sotto molteplici profili”. A subire le conseguenze peggiori sarebbero le fasce più fragili della popolazione.

Il ricorso al Tar si basa sul principio del “servizio universale” e in altri casi i comuni erano riusciti a bloccare le chiusure, ma qui si tratta di un comune come Torino e Poste potrebbe obiettare che a distanza di pochi chilometri ci sono altri uffici postali aperti.

“Quello postale – afferma il sindaco, Stefano Lo Russo – è un servizio primario per la comunità e gli uffici presenti nei quartieri svolgono anche una funzione di presidio sul territorio. Nonostante la nostra contrarietà, e senza la necessaria concertazione, Poste Italiane ha deciso la chiusura di ben 5 uffici. E noi siamo stati costretti a ricorrere al Tar nell’interesse dei diritti delle torinesi e dei torinesi, che non possono e non devono veder scomparire un servizio importante a causa di logiche guidate primariamente da criteri economici. Siamo soddisfatti che sia stata riconosciuta l’urgenza di tutelare il servizio e ci auguriamo che arrivi anche un ripensamento da parte dell’azienda su questa decisione, affinché si ridefinisca una traiettoria che, se confermata, priverebbe tante cittadine e tante cittadini di un servizio fondamentale”.

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