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Accolto a Palazzo Lascaris Padovano, calciatore accusato di traffico di droga e assolto dopo 17 anni

La sua vicenda giudiziaria raccontata in un libro

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TORINO – Il suo è stato un incubo giudiziario durato 17 lunghi anni: accuse palesemente false, umiliazioni, sradicamento totale dal proprio quotidiano e soprattutto dagli affetti più cari. È questo in sintesi lo tsunami che ha travolto e stravolto la vita di Michele Padovano, ex calciatore della Juventus, uno dei pochi che può vantare la vittoria in Champions League proprio con la maglia bianconera.

La sua più grande partita, però, è stata quella giocata e vinta in un’aula di tribunale, contro una vicenda di malagiustizia che ha rubato a lui, a sua moglie, a suo figlio e ai suoi genitori ben 17 anni, trascorsi tra carcere, arresti domiciliari e tribunali, per difendersi da accuse pesanti e dalle quali è stato totalmente assolto. Una vicenda umana e giudiziaria toccante, che a tratti ha dell’assurdo, tanto da essere raccontata da Sky in un docufilm che verrà presentato tra pochi giorni a Torino e che il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Franco Graglia, ha deciso di trasformare in una grande lezione di vita da raccontare nel padiglione della Regione Piemonte, durante il Salone del Libro che si terrà a maggio a Torino.

Per parlare di questo e di altri progetti, il vicepresidente Graglia ha invitato a Palazzo Lascaris Michele Padovano e sua moglie Adriana: un incontro a tratti emozionanti e ricco di pathos.

LA VICENDA

Padovano nel 2004 viene accusato di essere il finanziatore di un traffico di droga dal Marocco, perché amico di Luca Mosole, ritenuto uno dei capi dell’organizzazione. Padovano non ha mai rinnegato l’amicizia ma si è sempre difeso dicendosi innocente.

Il 9 maggio 2006 viene arrestato nella sua casa di San Gillio Torinese, poi i processi. In primo grado arriva una condanna a 8 anni e 8 mesi, e poi in appello ridotti a 6 anni e 8 mesi. Nel gennaio del 2021 la Cassazione stabilisce che il processo d’appello è da rifare con rinvio della condanna. Infine la sentenza del febbraio 2023, dopo 17 anni di calvario in cui viene assolto da tutti i capi d’imputazione.

La sua storia è poi diventato un libro. “Ho conosciuto Michele e sua moglie durante la presentazione del libro “Tra la Champions e laLibertà”- spiega il vicepresidente Graglia – “dove lui racconta l’iter giudiziario che si è concluso con la sua totale assoluzione solo 17 anni dopo. Una storia straordinaria nella sua tragicità, che mi ha toccato profondamente, per questo ho fortemente voluto un incontro a Palazzo Lascaris, per trasformare la sua vicenda umana in un esempio di vita che deve essere raccontato, soprattutto ai più giovani”.

“Ringrazio il vicepresidente Graglia per questo invito – ha detto Michele Padovano – che mi ha anche permesso di visitare un Palazzo bellissimo e ricco di storia. Raccontare lo tsunami che ha travolto la mia vita e quella della mia famiglia non è facile: ogni volta è come rinnovare un dolore. Ma sono convinto che parlare e far conoscere ciò che mi è accaduto sia importante per lanciare un messaggio: mai mollare. Non sappiamo cosa ha in serbo per noi il destino ma l’importante è affrontarlo a testa alta, soprattuto se, come nel mio caso, bisogna difendere la verità ed i valori più alti della vita. Non voglio essere un modello, né dare consigli perché non ne sono in grado ma se la mia vicenda – conclude Padovano – può aiutare anche solo una persona, allora tutto ciò che ho subìto con la mia famiglia, può acquistare un senso nuovo e positivo”.

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