CronacaTorino
Restano in carcere i coniugi che portarono dal Marocco a Torino una neonata in una busta
A deciderlo sono i giudici del tribunale del Riesame

TORINO – I due coniugi di 65 e 42 anni che l’ottobre dell’anno scorso portarono in una busta, clandestinamente, una neonata dal Marocco a Torino con l’intenzione di venderla rimangono in carcere. A deciderlo sono i giudici del tribunale del Riesame in seguito alla richiesta degli avvocati Raffaela Carena e Roberto Ariagno di alleggerire le misure cautelari.
Nelle indagini chiamate “Save the Baby”, eseguite dalla Squadra Mobile della Questura di Torino e coordinate dai pm Antonella Barbera e Chiara Maina, sono coinvolte altre due persone che sono finite anche loro in carcere perché il gip ha ritenuto possibile il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato.
Una segnalazione che ha dato il via alle indagini
Le indagini sono scattate dopo una segnalazione alla Procura della Repubblica, secondo cui una famiglia marocchina residente a Torino aveva ospitato per alcune settimane una neonata estranea al proprio nucleo familiare, con l’intento di cederla a terzi.
Gli approfondimenti investigativi hanno rivelato che la bambina era arrivata in Italia lo scorso ottobre, trasportata dalla donna della coppia su una nave proveniente da Tangeri. La piccola, che si presume sia nata nell’agosto 2024, è stata introdotta nel Paese clandestinamente, nascosta in una busta della spesa e senza essere registrata tra i passeggeri. Il lungo viaggio ha causato problemi di salute alla neonata, al punto che, una volta giunta a Torino, è stata portata in ospedale per una visita.
Il sospetto di una vendita illegale
Gli investigatori ipotizzano che la madre biologica della bambina l’abbia ceduta volontariamente all’indagata, con l’obiettivo di trasportarla in Italia e venderla a una terza famiglia. Per evitare di destare sospetti, la coppia si sarebbe avvalsa della complicità di due connazionali, un uomo e una donna, che avrebbero tenuto temporaneamente la neonata in attesa di una sistemazione definitiva.
L’attività investigativa ha evidenziato come gli indagati fossero alla ricerca di qualcuno disposto ad adottare la piccola in cambio di denaro. In alternativa, se le indagini avessero portato al loro rintraccio, erano pronti a trasferire la bambina all’estero per garantirsi l’impunità e impedirne il ritrovamento.
L’operazione di salvataggio
Dopo settimane di indagini, il 12 marzo la Squadra Mobile di Torino e la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura hanno individuato l’abitazione in cui la neonata era custodita. Gli agenti sono intervenuti immediatamente, trovando la piccola in buone condizioni di salute. La bambina è stata subito trasportata in ospedale per accertamenti medici e, successivamente, affidata ai servizi sociali per una collocazione sicura.
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