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L’adunata degli Alpini di Biella sta causando non pochi malumori politici in città

L’illuminazione delle montagne con il tricolore è stata contestata dai Verdi, l’inno “Di qui non si passa” è ritenuto da Rifondazione comunista un inno militarista e vagamente nostalgico

Sandro Marotta

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BIELLA – Il comitato che organizza la 96a Adunata degli Alpini di Biella, prevista dal 9 all’11 maggio, vorrebbe illuminare con il tricolore le montagne “Mucrone”, “Tovo” e “Camino”, con più di 10 fari molto potenti, che saranno installati in città, nelle zone ai piedi delle cime.

Una parte della politica locale però non è d’accordo, in particolare i Verdi, che ritengono l’iniziativa “un inutile spreco e degradazione dell’ energia che si traduce in uno spot iconico negativo di un territorio l e incapace di tutelare le proprie risorse naturali. Uno skyline volgare che non porterà un turista consapevole in più alle nostre montagne ma invece allontanerà dal territorio chi ama la natura e sui cicli biogeochimici con l’alternanza di luce diurna e notturna”.

Non solo: è l’adunata stessa a creare malumori per Rifondazione Comunista Biella, in particolare l’inno “Di qui non si passa” (qui il testo completo).

I segretari di Rifondazione hanno detto che “l’adunata nazionale degli Alpini a Biella  si sta qualificando ogni giorno di più come propaganda militarista, guerrafondaia e patriarcale. In linea con i venti di guerra che soffiano sempre più forti. […] Il lato oscuro che di fatto percorre la manifestazione di Maggio è sintetizzato nell’ irricevibile inno “Di qui non si passa”. Opera di autori Biellesi. Presentata come omaggio all’evento ,ma che ne diventa la cifra. Cancellando tra l’altro qualunque altro eventuale ruolo svolto in tempo di pace. Il testo risuona e riprende in parte la nota “Leggenda del Piave “con tanto di nemici ai confini e finisce addirittura col magnificare il contributo “ per la giustizia” dell’arma nella invasione nazifascista della Unione Sovietica dove a migliaia soldati e gli stessi Alpini furono mandati al macello da Mussolini agli ordini di Hitler.”

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3 Commenti

1 Commento

  1. Michele

    4 Aprile 2025 at 7:53

    È davvero curioso come, ogni volta che si avvicina un’Adunata Nazionale degli Alpini, certi attivisti rispuntino fuori come funghi dopo la pioggia. Nessuna proposta concreta per il Paese, nessun contributo reale alla vita sociale del territorio… ma quando si tratta di criticare gli Alpini, l’inno, il cappello o persino il sole della Libia, allora sì che si accendono.

    L’Adunata è una festa popolare, sentita, amata da migliaia di cittadini e cittadine che scelgono di partecipare con entusiasmo, rispetto e orgoglio. Ma evidentemente, per qualcuno, è più facile lanciare proclami contro il “patriarcato militarista” che costruire qualcosa di utile per la comunità.

    Noi, nel frattempo, saremo a Biella a goderci l’evento. In mezzo alla gente vera. Con il sorriso, non con il dito puntato.

    Per chi volesse leggere una riflessione un po’ più lucida (e meno ideologica):
    👉 https://www.gruppoalpinisalce.it/adunata-nazionale/quando-ladunata-diventa-lunico-problema-degli-attivisti/

  2. Manlio

    4 Aprile 2025 at 8:20

    Atteggiamento inqualificabile dei Verdi, che stravolgono il significato del raduno degli Alpini inventandosi dei pretesti di una inconsistenza che supera il ridicolo, non c’è da meravigliarsi se praticamente sono scomparsi dalla scena politica europea.

  3. Maria Irene Ferrante

    4 Aprile 2025 at 11:12

    Ma perchè non li mandiamo tutti a Kabul o in Iran ?

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