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I ladri del caveau di Casale Monferrato hanno lasciato tracce di Dna sul cibo consumato durante il colpo

Agli indagati sono contestati i reati di furto aggravato e tentato furto

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CASALE MONFERRATO – Sarà l’esame del Dna sui resti di cibo consumato durante il colpo al caveau della filiale Intesa Sanpaolo di Casale Monferrato a provare la presenza di alcuni dei componenti della banda di 11 persone, che tra il 18 e il 19 novembre 2023, scavò un buco passando dalle fogne e portò via il contenuto di 253 cassette di sicurezza.

Hanno progettato il colpo e tentato almeno altre due volte negli anni precedenti, senza successo, poi quel novembre riuscirono a lavorare per 48 ore indisturbati e a portarsi via 15 milioni tra contanti e preziosi.

La mente del colpo è Marco Scutto, 44 anni di Napoli, già in carcere per un triplice tentato omicidio nei confronti di tre complici, in seguito a una sparatoria avvenuta in una via centrale di Capodimonte a Napoli. Uno dei feriti era Gennaro Esposito, 62 anni, indagato anche lui per il colpo di Casale.

La lista prosegue con Giuseppe Esposito, 57 anni di Napoli, “specializzato negli scavi”; Andrea Cerbone, 40 anni, presunto responsabile del trasferimento del bottino fuori dalla filiale; Mario Palma, 56 anni, di Giugliano, finto correntista che ha visionato il caveau prima del colpo. Poi all’esterno c’erano i pali, Gennaro e Giuseppe Russo, rispettivamente di 42 e 46 anni di Napoli, che dovevano avvisare dell’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Giuseppe Semerano, 30 anni, Francesco Saponaro, 41 anni, e Angelo Laveneziana, 38 anni, tutti e tre di Ostuni, sarebbero invece gli intestatari del contratto di affitto del locale in via Lanza vicino alla banca. Sofia Yannakos, 42 anni, di Latina sarebbe invece coinvolta come affittuaria di alcuni appartamenti e garage a Casale, serviti per custodire attrezzature e a tenere parte del bottino.

Ognuno aveva un compito preciso e ora tramite i resti di rifiuti organici trovati dalla Scientifica si hanno le tracce di Dna riconducibili agli indagati e che il 14 aprile saranno comparate nei laboratori di Torino. Agli indagati sono contestati i reati di furto aggravato e tentato furto.

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1 Commento

1 Commento

  1. Manlio

    4 Aprile 2025 at 8:28

    A questi la “Banda Bassotti” je spiccia casa… peggio del ladro d’appartamento che ha dimenticato la patente nel soggiorno dei derubati, questi ci hanno lasciato la firma biologica.

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