Cittadini
Intitolato un giardino di Lingotto a Torino a Giancarlo Barbadoro
Giancarlo Barbadoro è stato giornalista, scrittore, poeta, musicista e conduttore radiotelevisivo

TORINO – Si è svolta, questa mattina, la cerimonia per l’intitolazione a Giancarlo Barbadoro, “teorico dell’ecospiritualità”, del giardino situato all’interno del quartiere Lingotto (Circoscrizione 8), all’intersezione fra le vie: Oberdan, Olivero e Pio VII. Alla cerimonia erano presenti: Domenico Garcea vicepresidente vicario del Consiglio comunale; Marco Porcedda assessore alla legalità e alla sicurezza della Città di Torino; la moglie Rosalba Nattero, presidente, e Roberto Garosci, vicepresidente, dell’organizzazione non governativa “Ecospirituality Foundation”.
Nel suo saluto, Porcedda ha sottolineato l’importanza di celebrare il lascito di Barbadoro, con l’auspicio che i valori per cui ha lottato e di cui è stato precursore possano venire trasmessi, anche grazie a questo giardino che da oggi lo ricorda, come esempio per gli uomini e le donne che verranno.
Rosalba Nattero ha, invece, ricordato che Barbadoro è stato definito sciamano “e davvero riusciva, da vero sciamano, a cambiare le situazioni intorno a lui”. “Una persona speciale – ha sottolineato ancora la moglie – capace insieme ai capi tribali di tutto il pianeta di teorizzare la filosofia dell’ecospiritualità”, una rivoluzione silenziosa che propugna il rispetto per la natura e tutte le forme di vita che abitano il pianeta, “schierato a fianco dei popoli nativi per la difesa dei luoghi sacri e della loro storia”.
Infine Garcea, che ha evidenziato la capacità di Barbadoro di diffondere messaggi di consapevolezza e rispetto, costantemente impegnato nel valorizzare le conoscenze dei popoli nativi attraverso progetti significativi, di respiro internazionale. Una visione del mondo, quella di Barbadoro, che, per Garcea, si è focalizzata in modo particolare sul dialogo tra le culture, la difesa della biodiversità e la ricerca di un equilibrio armonico fra uomo e natura.
Biografia
Giancarlo Barbadoro, origini vercellesi, è stato giornalista, scrittore, poeta, musicista e conduttore radiotelevisivo. Appassionato dalle civiltà antiche, dedicò una parte importante della sua vita agli studi e alle ricerche per migliorare la conoscenza dell’aspetto filosofico e mitologico delle tradizioni celtiche delle popolazioni indigene del pianeta. Moltissime le sue iniziative qui, ne ricordiamo alcune. Nel 1967 fonda il Centro culturale “Jules Laforgue” e la rivista Laforghiana, pubblicazione indipendente di scienze e storia. Nel 1970 a Ceres (TO), insieme all’allora sindaco Giancarlo Rolando, fonda l’Osservatorio astronomico comunale. Negli anni ’70 avvia l’Associazione culturale “Spazio 4” che si occupa di archeologia, e spiritualità. Lavora a Radio Flash dove conduce, insieme alla moglie Rosalba Nattero, la trasmissione “Nel segno di Graal”, quindi progetta e conduce la trasmissione “SOS Gaia, il pianeta vivo” per l’emittente televisiva Rete 7 e fonda la Galleria di Arte & Cultura Andromeda. Nel 1987, sempre con la moglie, fa parte del gruppo LabGraal, progetto che introduce la musica celtica in Italia e nel 1990 stampa la rivista Meditazione Oggi di filosofia della meditazione. Nel 2001 crea l’Ecospirituality Foundation Onlus, con nativi europei, americani e australiani, impegnandosi nella tutela dei diritti, della spiritualità e dei luoghi sacri dei popoli nativi. Nel 2005 le Nazioni Unite conferiscono alla fondazione il ruolo di “Stato Consultativo”. Nel 2007 vara il progetto “Rama Vive” per la riscoperta delle tradizioni dei nativi europei.
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