Rogo della ThyssenKrupp, il ricordo dell’unico operaio sopravvissuto: “In un attimo è scoppiato l’inferno”

“Quella notte ha stravolto la mia vita, ha stravolto la vita dei familiari dei miei compagni e purtroppo ha tolto la vita a dei ragazzi che avevano forse un unico peccato: quello di essere nati con l’esigenza di lavorare per vivere. Rappresenta un pochino anche la decadenza del mito del luogo di lavoro, cioè il luogo di lavoro rappresentato come un mezzo, un sistema per realizzare un sogno più o meno grande: l’acquisto di un paio di scarpe o la realizzazione di una famiglia si è trasformato in qualcosa di completamente diverso, ha portato via delle vite”.

Sono le parole di Antonio Boccuzzi, unico operaio sopravvissuto al rogo della ThyssenKrupp dove nella notte del 2007 persero la vita sette persone.

Boccuzzi ha ricordato gli eventi di quella notte all’interno del podcast “Inferno a Torino” di Storielibere.fm per ricordare l’anniversario della strage. L’episodio è inserito nell’ambito della puntata speciale di “Quarto Potere” a cura di Massimiliano Coccia da oggi on line.

I ricordi di Boccuzzi guidano gli ascoltatori nel racconto di uno degli incidenti più gravi e disastrosi degli ultimi decenni. “Nella mia testa, nelle mie orecchie ci sono le urla di Toni, di Giuseppe, di ragazzi che erano con me un momento prima  in un momento conviviale all’interno del gabbiotto da cui la linea veniva comandata e un momento dopo erano lontanissimi da me, seppur la vicino, avvolti dalle fiamme. In un attimo è scoppiato l’inferno”.

Boccuzzi conclude, ricordando tutte le dimensioni del dramma che si è consumato nella notte tra il 5 e il 6 dicembre. “C’è stato un furto di tempo. Alcuni dei ragazzi avevano 26 anni quindi è stata rubata loro tutta la vita, la possibilità di farsi una famiglia, la possibilità di costruire dei percorsi. Tutto questo in funzione di un maledetto business che ha messo davanti rotoli che giravano, dimenticando che all’interno di quella azienda c’erano delle vite”.



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